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alf@calafato.info
Art curriculum
1996
· Ia collettiva “la natura morta”, organizzata dall’associazione
Napoli Nostra.
1997
· IIa edizione premio “Helios”, città di Quarto, Napoli.
· IIIa edizione premio “Arte e libertà”, città di Avellino,
organizzata dall’associazione Arte e libertà.
· IIa collettiva “la natura morta”, organizzata dall’associazione
Napoli Nostra.
· Due mostre collettive a tema libero organizzate dall’associazione
Napoli Nostra, nei mesi di marzo e maggio, presso la galleria Umberto I
di Napoli.
· Premio Regionale di pittura “Napoli città futura”, presso
l’associazione “La Nuova Vetta”. 1998
· Creazione sito internet personale www.calafato.info
2000
· Personale in febbraio presso il locale “Velvet”, disco-bar, galleria, nel
centro storico di Napoli.
2001
· Partecipazione alla collettiva “Cromaticos” presso
l’associazione “Ferrara Proart” di Ferrara.
Collettiva "Espressività Contemporanea" presso
l'associazione "Assioma di Prato"
2003
Personale in febbraio presso la galleria "Il Secondo Rinascimento", Bologna Collettiva
"Il colore e la luce" luglio-agosto Galleria "Il secondo
Rinascimento" 2004 Collettiva presso l'associazione culturale
"arteoggi" - Caserta
2006
Personale nel mese di febbraio presso NOY center - Milano
2007
Personale in febbraio presso "Maison Espana" - Milano 2008 Collettiva "lu cunto de lu mare" presso nuova Stazione marittima Napoli. Collettiva "8marzo: non fiori ma opere . ." presso giubox gallery, Napoli.
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reviews:
scrive di lui Ermanno Sagliani:
l'opera pittorica di Alfonso Calafato, nato a Napoli, sociologo ed
artista autodidatta, è "arte dell'azione e di intuizione" come lui
stesso afferma.
Calafato è nel suo insieme un cospicuo esempio di linguaggio pittorico
che si riflette su se stesso, sul proprio codice, le proprie funzione
espressive radicate nella sua mente e trova strumenti e materia per
farsi messaggio di incremento creativo, metafora umana di molteplici
valenze.
Le opere di Alfonso Calafato a matita sanguigna, a carboncino, astratti
in tecniche miste, esprimono l'angoscia o la gioia di vivere in alterne
sequenze.
La citazione, aspetto rilevante e intrinseco al procedimento creativo
dell'artista diventa valenza proposta con diverse figure simboliche
nella successione del suo lavoro, mettendo in discussione la visione
borghese dell'ordine. Insolite e particolari le sperimentazioni con
materiali inusuali.
Colori, forme sono vibrazione visiva, tributo ardente della creatività pittorica di Calafato.(2006)
"L'arte dell'ultimo Calafato è arte dell'azione, il pensiero la precede
di poco, anzi più che di pensiero potremo parlare di intuizione. I
riferimenti alla storia dell'arte moderna sono espliciti, ma il suo
dripping è manipolazione. Come un artista ceramico al tornio la tela
viene manipolata anche da più persone, come in una danza rituale
collettiva il colore viene fatto scivolare sincronicamente. La sua è
chiaramente una rottura della struttura pittorica, il suo gesto, la sua
traccia rimanda ad aspetti fisici e metafisici invisibili alla
coscienza ma radicati negli archetipi della mente. I suoi "rizomi" sono
un pensiero ed uno stile di vita allo scopo di deterritorializzare e
riterritorializzare un modo di fare arte".
Ludovico Boffa Gorini (2005)
Alfonso Calafato, nato a Napoli,
sociologo, si avvicina alla pittura da autodidatta. La prima passione
pittorica è dedicata a cimentarsi nella tecnica del "pointillisme"
derivante dalla suggestione luminosa delle opere di Signac e Seurat. Da
qui la realizzazione di paesaggi, marine ma soprattutto donne,
splendenti nella luce abbagliante di mille pagliuzze colorate. Abbandona poi lo studio del colore in funzione della
luce, per dare maggiore risalto all’elemento grafico-disegnativo. Il
tratto si fa nitido, le campiture di colore diventano piatte, definite
da contorni scuri netti. Frequenti
i contrasti cromatici, spesso violenti: verde-rosa, rosa-blu, blu-giallo,
abbandonando gradualmente la rappresentazione naturalistica, volumetrica
e tende ad un appiattimento sempre più marcato. La tridimensionalità
lascia il posto alla bidimensionalità che è di per sé astrazione,
sintesi. E’ la linea che definisce l’immagine.Negli ultimi lavori la linea spessa, marcata,
sfalzata rispetto alla figura sottostante, predomina. Indicazione di una
libertà espressiva libera da impostazioni razionali: il colore
trasborda, non copre completamente, gocciola. La finitezza
dell’immagine non è essenziale, anzi viene messa da parte.
L’autore da vita ad un flusso espressivo guidato
istintualmente dal braccio, evidenziando gli elementi espressivi non
razionali e criticando la visione borghese dell’ordine e della
simmetria sia nell’arte come nella vita. (2001)
"Attraverso una ricerca tesa a
reperire, di volta in volta, il linguaggio più autentico, dal modo del
graffito al cubismo, fino alla sperimentazione con materiali inusuali,
Alfonso Calafato lavora a un effetto di superficie da cui l'immagine
trae rilievo. Lo fa con il disegno, il cui tratto, dapprima nitido, poi
via via più marcato, introduce l'assoluto del colore, vera
provocazione. Senza rispetto per la proporzione e la simmetria,
l'immagine risulta sottratta al registro del credibile e del
codificabile, libera dalla significazione, che è miraggio di ogni
pretesa di normalizzazione. E, tuttavia, nella sua inquietudine,
Calafato non parla la lingua dei litiganti o del conflitto: nello
statuto di combattente in cui si trova, in quanto artista, la sua è
piuttosto arte del contrasto, dell'ironia, dunque, della questione
aperta. Non procede contro il conformismo, ma al di là del conformismo,
lasciandoselo alle spalle, com'è interessante che sia perchè la
battaglia in direzione della qualità sia battaglia
intellettuale". Ornella
Cucumazzi (2003)
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