reviews:

scrive di lui Ermanno Sagliani:
l'opera pittorica di Alfonso Calafato, è "arte dell'azione e di intuizione" come lui stesso afferma.
Calafato è nel suo insieme un cospicuo esempio di linguaggio pittorico che si riflette su se stesso, sul proprio codice, le proprie funzione espressive radicate nella sua mente e trova strumenti e materia per farsi messaggio di incremento creativo, metafora umana di molteplici valenze.
Le opere di Alfonso Calafato a matita sanguigna, a carboncino, astratti in tecniche miste, esprimono l'angoscia o la gioia di vivere in alterne sequenze.
La citazione, aspetto rilevante e intrinseco al procedimento creativo dell'artista diventa valenza proposta con diverse figure simboliche nella successione del suo lavoro, mettendo in discussione la visione borghese dell'ordine. Insolite e particolari le sperimentazioni con materiali inusuali.
Colori, forme sono vibrazione visiva, tributo ardente della creatività pittorica di Calafato.(2006)

 

"L'arte dell'ultimo Calafato è arte dell'azione, il pensiero la precede di poco, anzi più che di pensiero potremo parlare di intuizione. I riferimenti alla storia dell'arte moderna sono espliciti, ma il suo dripping è manipolazione. Come un artista ceramico al tornio la tela viene manipolata anche da più persone, come in una danza rituale collettiva il colore viene fatto scivolare sincronicamente. La sua è chiaramente una rottura della struttura pittorica, il suo gesto, la sua traccia rimanda ad aspetti fisici e metafisici invisibili alla coscienza ma radicati negli archetipi della mente. I suoi "rizomi" sono un pensiero ed uno stile di vita allo scopo di deterritorializzare e riterritorializzare un modo di fare arte".
Ludovico Boffa Gorini (2005)

Alfonso Calafato,  si avvicina alla pittura da autodidatta. La prima passione pittorica è dedicata a cimentarsi nella tecnica del "pointillisme" derivante dalla suggestione luminosa delle opere di Signac e Seurat. Da qui la realizzazione di paesaggi, marine ma soprattutto donne, splendenti nella luce abbagliante di mille pagliuzze colorate. Abbandona poi lo studio del colore in funzione della luce, per dare maggiore risalto all’elemento grafico-disegnativo. Il tratto si fa nitido, le campiture di colore diventano piatte, definite da contorni scuri netti.  Frequenti i contrasti cromatici, spesso violenti: verde-rosa, rosa-blu, blu-giallo, abbandonando gradualmente la rappresentazione naturalistica, volumetrica e tende ad un appiattimento sempre più marcato. La tridimensionalità lascia il posto alla bidimensionalità che è di per sé astrazione, sintesi. E’ la linea che definisce l’immagine.Negli ultimi lavori la linea spessa, marcata, sfalzata rispetto alla figura sottostante, predomina. Indicazione di una libertà espressiva libera da impostazioni razionali: il colore trasborda, non copre completamente, gocciola. La finitezza dell’immagine non è essenziale, anzi viene messa da parte.  
L’autore da vita ad un flusso espressivo guidato istintualmente dal braccio, evidenziando gli elementi espressivi non razionali e criticando la visione borghese dell’ordine e della simmetria sia nell’arte come nella vita.    (2001)

 

"Attraverso una ricerca tesa a reperire, di volta in volta, il linguaggio più autentico, dal modo del graffito al cubismo, fino alla sperimentazione con materiali inusuali, Alfonso Calafato lavora a un effetto di superficie da cui l'immagine trae rilievo. Lo fa con il disegno, il cui tratto, dapprima nitido, poi via via più marcato, introduce l'assoluto del colore, vera provocazione. Senza rispetto per la proporzione e la simmetria, l'immagine risulta sottratta al registro del credibile e del codificabile, libera dalla significazione, che è miraggio di ogni pretesa di normalizzazione. E, tuttavia, nella sua inquietudine, Calafato non parla la lingua dei litiganti o del conflitto: nello statuto di combattente in cui si trova, in quanto artista, la sua è piuttosto arte del contrasto, dell'ironia, dunque, della questione aperta. Non procede contro il conformismo, ma al di là del conformismo, lasciandoselo alle spalle, com'è interessante che sia perchè la battaglia in direzione della qualità sia battaglia intellettuale". 

Ornella Cucumazzi  (2003)  

reviews:

Ermanno Sagliani wrote him :
The work of Alfonso pictorial Calafato, is "the art and intuition" as he himself says.
Calafato as a whole is a conspicuous example of a pictorial language that is reflected back on itself, on its own code, its expressive function rooted in his mind and finds tools and matter to be creative increase message, a metaphor for many human values.
The works of Alfonso Calafato blood in pencil, charcoal, mixed techniques in abstract, express anguish or joy of living in alternating sequences.
The summons, which is an important aspect inherent in the artist's creative process becomes valence proposal with various symbolic figures in the succession of his work, calling into question the vision of bourgeois. Unusual in detail the experiments with unusual materials.
Colors, shapes are vibrating visual tribute ardent creativity of pictorial Calafato. (2006)

"The art is the art of Calafato, thought little of the above, rather than of thought can talk about intuition. References to the history of modern art are explicit, but its handling is dripping. How a ceramic artist lathe to the canvas is manipulated by more than one person, as in a ritual dance collective color is slipping sincronicity. His is clearly a breakdown in pictorial structure, his gesture, his track leads to physical and metaphysical aspects invisible to the conscience but archetypes rooted in the mind. its "rhizome" is a thought and a lifestyle in order to "deterritorializzare" and "riterritorializzare" a way of making art. "
Ludovico Boffa Gorini (2005)

"Through research aimed at finding, from time to time, the most authentic language, the way of graffiti to cubism, to the experimentation with unusual materials, Alfonso Calafato works in a surface from which the image draws relief. Lo ago with the design, whose sudden, sharp first, then gradually more pronounced, introduces an absolute color, a true provocation. Without respect for the proportion and symmetry, the image is subtracted to register credible and codificabile, free by signification, which is mirage of each claim standardization. Nevertheless, in his anxiety, Calafato not speak the language of the combatants or the conflict: the status of fighter where you are, as an artist, his art is pretty contrast, the irony, then, the question open. not proceed against conformism, but beyond conformism, lasciandoselo behind, as it is interesting because the battle in the direction of quality intellectual battle ".
Ornella Cucumazzi (2003)

 

Alfonso Calafato approaches to painting by self-taught. The first passion painting is dedicated to grapple technology "pointillisme" resulting from the suggestion of luminous works by Seurat and Signac. Hence the creation of landscapes, marine, but especially women, dazzling light shining in a thousand pagliuzze colored. Discard then the study of color depending on the light, to give greater emphasis to the chart-disegnativo. The section is sharp, color campiture become flat, defined by dark contours net. Frequent chromatic contrasts, often violent: green-pink, pink-blue, blue-yellow, gradually abandoning the naturalistic representation, volumetric and tends to a flattening growing. The three-dimensional gives way to bidimensionalità which is in itself abstraction, synthesis. And 'the line that defines the image. In recent works the line thick, strong, sfalzata compared to the figure below, predominates. Indication about freedom of expression-free settings rational: the color trasborda, does not cover completely dropped. The finiteness of it is not essential, and indeed is put aside.
The author creates a flow expressive istintualmente guided by the arm, highlighting the expressive elements and not rational criticizing bourgeois vision of order and symmetry is in art as in life. (2001)